mercoledì 17 dicembre 2014

Biscotti integrali di Sara Papa

"Mamma, che ne dici se tu prepari l'impasto ed io faccio i biscotti con le formine?". Complici la settimana a casa con la scarlattina, le giornate sempre più corte ed il clima natalizio che inizia a farsi sentire, i biscotti sono davvero diventati il nostro passatempo preferito! È davvero bello poter condividere con Alessio questa mia grande passione: e ciò che mi rende particolarmente felice è che, essendo parte attiva nella preparazione, il mio piccolo è talmente orgoglioso che ha finalmente iniziato a mangiare con gusto anche i biscotti fatti in casa! Questa volta ho replicato pari pari la ricetta dei frollini con tutto il grano di Sara Papa, preparati con farina integrale macinata a pietra, che conferisce loro un aroma eccezionale ed una straordinaria consistenza.



Ingredienti per 40 biscotti
- 250 g di farina integrale Petra 9
- 20 g semi di lino tostati
- 15 g semi di sesamo
- 150 g di burro
- 100 g di zucchero di canna integrale
- 2 tuorli
- 1 cucchiaino di miele
- 1 pizzico cannella in polvere
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- la scorza grattugiata di 1 arancia
- 1 pizzico di sale

Per prima cosa ho tostato i semi in una padella antiaderente a fuoco lento per 4-5 minuti, li ho messi da parte e lasciati raffreddare. Ho inserito nella ciotola della planetaria lo zucchero ed il burro a pezzetti ed ho impastato a velocità media con la foglia per un paio di minuti. Ho poi aggiunto i tuorli (uno per uno), la farina e di seguito tutti i restanti ingredienti, impastando per breve tempo a velocità sostenuta fino ad ottenere una palla compatta di impasto. Tale risultato può essere ottenuto anche a mano, mantenendo lo stesso ordine di inserimento degli ingredienti e lavorando il tutto con la punta delle dita in modo da ottenere grosse briciole che poi andranno compattate. Ho rovesciato il tutto sulla spianatoia ed ho lavorato velocemente con le mani formando un panetto che ho riposto a rassodare in frigo per circa mezzora. Se non avete tempo potete utilizzare il freezer: in questo caso sarà sufficiente un quarto d'ora di riposo prima di proseguire. Una volta trascorso il tempo previsto, ho steso la pasta con il mattarello ad uno spessore di 1 cm circa. Con gli appositi stampini ho tagliato i biscotti, ho steso nuovamente gli scarti per ottenere altri biscotti, ed ho proseguito in tal modo fino ad esaurimento della pasta. Con queste dosi ho ottenuto 3 teglie, che ho infornato una alla volta a 195 gradi statico preriscaldato per 17 minuti. Ovviamente queste sono le tempistiche del mio forno: la prima volta controllatene lo sviluppo per evitare di trovarvi con i biscotti troppo cotti! Non avendo lievito potete aprire lo sportello del forno e sfiorare i biscotti per valutarne la consistenza: quando li sfornate devono essere ancora leggermente morbidi, perché si induriranno nella fase di raffreddamento. Una volta cotti li ho sfornati e messi a raffreddare su una gratella per far perdere loro l'umidità. Si conservano in un barattolo di vetro od in una scatola di latta per qualche settimana: vi conviene farne una bella scorta perché uno tira l'altro! Buona cucina a tutti



Difficoltà:

Tempi di esecuzione:
2 ore e 30 compresa cottura







giovedì 20 novembre 2014

Biscotti svedesi avena e cioccolato

Il nostro piccolo Alessio, da buon abitudinario, mangia tutte le sacrosante mattine una tazza di latte con i biscotti. Come in altre occasioni volevo evitare i prodotti industriali cercando un'alternativa casalinga, ma le sue reazioni ai miei esperimenti non erano affatto confortanti: tra il biscotto fatto in casa e quello confezionato puntualmente sceglieva il secondo. In realtà cercare di preparare con ingredienti salutari e forno domestico un frollino industriale è davvero una partita persa in partenza, ma questa ricetta, che ho trovato in una raccolta di Bperbiscotto e che si allontana dai tradizionali frollini, mi ha davvero sorpreso: un biscotto croccante e goloso, facile da preparare, e soprattutto, gradevole anche per i più piccoli! E' gustoso sgranocchiato da solo, ma vi consiglio di provarlo anche sbriciolato nello yogurt: da biscotto si trasforma in muesli, e darà una marcia in più alla vostra colazione!



Ingredienti per 40 pz.

- 100 gr burro 
- 300 gr fiocchi d'avena 
- 1 uovo 
- 150 gr zucchero 
- 1 cucchiaio di farina 00
- 1 cucchiaino di bicarbonato
- 40 gr gocce di cioccolato 

In un pentolino ho fatto sciogliere a fuoco lento il burro, e, una volta diventato liquido, l'ho tolto dal fuoco e vi ho aggiunto i fiocchi d'avena, mescolando per amalgamare il tutto. Nella ciotola della planetaria ho montato l'uovo con lo zucchero, usando l'accessorio frusta a velocità medio alta fino ad ottenere una crema liscia e spumosa. Se non avete la planetaria potrete ottenere lo stesso risultato utilizzando le fruste elettriche. Ho quindi unito la farina setacciata, il bicarbonato, i fiocchi d'avena con il burro e, da ultimo, le gocce di cioccolato. Con l'aiuto di un cucchiaio ho distribuito il composto su una teglia ricoperta di carta forno in mucchietti di grandezza omogenea ben distanziati tra loro: in cottura essi infatti andranno ad appiattirsi fino a diventare vere e proprie cialde, e se non sono ben distanti rischiano di attaccarsi tra loro. Ho infornato a 175 gradi statico preriscaldato fino a doratura (15-18 minuti circa) e lasciato raffreddare i biscotti prima di riporli in una scatola di latta. Con queste dosi ho infornato tre teglie per un totale di 40 biscotti: sembrano tanti ma si conservano perfettamente anche per 10-15 giorni, mantenendo inalterati sia il gusto che un'indescrivibile croccantezza! Se volete renderli ancora più golosi potete sciogliere (a bagnomaria o nel microonde) del cioccolato fondente ed accoppiarli: potranno così diventare un delizioso dolcetto da servire ai vostri ospiti, magari accompagnato da una tazza di tè. Buona cucina a tutti

martedì 14 ottobre 2014

Yogurt fatto in casa senza yogurtiera

L'idea dello yogurt homemade mi frullava in mente già da parecchio tempo, ma mi ero imposta di non cedere alla tentazione di comprare l'apposita yogurtiera: sono da sempre restia ad acquistare elettrodomestici che abbiano una sola funzione, perché il più delle volte è difficile mantenere l'entusiasmo iniziale, e la macchina che tanto avevamo desiderato va a finire inesorabilmente in fondo alla credenza, per essere rispolverata un paio di volte all'anno. Ma quando ho scoperto che non serviva la yogurtiera, e che addirittura avrei potuto sfruttare il thermos (altro accessorio relegato in fondo alla credenza), non ho esitato a provare questo miracoloso procedimento, ottenendo uno yogurt cremoso e saporito. Oltre ad essere molto buono, lo yogurt fatto in casa ha anche proprietà ricostituenti: i fermenti probiotici, che nello yogurt acquistato non riescono a sopravvivere data la lunga conservazione, contribuiscono infatti al ripristino della flora batterica ed al potenziamento del sistema immunitario. In rete girano parecchie versioni della ricetta, e prima di trovare quella giusta mi sono fatta una cultura sulla pagina de Il pasto nudo, che le raccoglie tutte. La mia ricetta deriva dall'unione di due differenti preparazioni: quella di Anice e Cannella riadattata per l'uso del thermos come quella di Comida de Mama.



Ingredienti (per 600 gr di yogurt)
-750 gr latte intero fresco
-2 cucchiai di yogurt bianco

Attrezzatura
-una pentola capiente
-un termometro
-un termos
-un colino

L'aspetto fondamentale per la riuscita di questa ricetta è la qualità degli ingredienti: il latte dev'essere intero e fresco ( ancora meglio crudo ), e lo yogurt deve essere intero, bianco e con fermenti lattici vivi. Inoltre deve avere una scadenza il più lontana possibile, l'ideale è 30 giorni: solo in questo caso i fermenti lattici sono effettivamente ancora attivi e fanno sì che l'intero procedimento vada a buon fine. Per prima cosa ho portato ad ebollizione 1 litro d'acqua e l'ho versato nel termos in modo da ricreare un ambiente caldo ideale per la proliferazione dei fermenti. Nel frattempo ho messo sul fuoco la pentola con il latte e l'ho portato alla temperatura di 90 gradi: il latte infatti non deve raggiungere il punto di ebollizione, perchè il calore troppo elevato ucciderebbe i batteri compromettendo il risultato. Se avete un termometro sarà più semplice, ma anche senza dopo un po'di esperienza si riesce a capire qual è il momento giusto: quando il latte inizia ad increspare in superficie formando la pellicina è il momento di abbassare la fiamma al minimo, proseguendo la cottura per 15-20 minuti. A questo punto il latte va lasciato raffreddare fino a raggiungere la temperatura di 40 gradi. Anche in questo caso è molto più comodo il termometro, ma funziona anche il metodo empirico: infilando un dito nel latte si deve riuscire a resistere una decina di secondi, altrimenti è ancora troppo caldo. Una volta raggiunta la temperatura ho versato in una brocca due cucchiai di yogurt, e vi ho travasato il latte servendomi di un colino per eliminare la patina grassa che si era formata in superficie. Ho mescolato velocemente per amalgamare latte e yogurt ed ho trasferito il tutto nel thermos, che nel frattempo avevo svuotato ed asciugato. Ho richiuso il thermos e l'ho lasciato a temperatura ambiente per 8 ore, il tempo necessario affinchè i fermenti svolgano il loro lavoro. Ho aperto il thermos ed ho travasato il latte ormai addensato in un contenitore in vetro, che ho riposto in frigo. Il raffreddamento in frigorifero contribuisce a solidificare ancora di più lo yogurt, che al termine del processo risulta cremoso e compatto. Questo yogurt si conserva per circa una settimana: per evitare che inacidisca il consiglio è di riporlo in un barattolo di capacità adeguata, e, man mano che lo si consuma, spostarlo in un contenitore più piccolo in modo che i batteri riescano ad alimentarsi a vicenda. Prima di finirlo non dimenticate di conservarne due cucchiai: per prepararne ancora vi sarà sufficiente comprare solo il latte, e con il vostro yogurt il risultato sarà ancora migliore! Buona cucina a tutti

Con questo yogurt potete provare a fare anche:
- il formaggio spalmabile
- la torta 7 vasetti al cioccolato
- i flauti alla nutella con lievito madre

venerdì 26 settembre 2014

Flauti alla nutella con lievito madre

Come tutti i bambini il nostro Alessio guarda molto volentieri la televisione.. devo ammettere che ci sono dei programmi davvero piacevoli, ma ciò che proprio non tollero è la pubblicità, studiata appositamente per invogliare i più piccoli. E sempre più spesso mi sento dire la fatidica frase 'lo vorrei anch'io'...Per fortuna accetta di buon grado i nostri no, ma quando mi ha detto che avrebbe voluto anche lui mangiare i flauti a merenda ho colto l'occasione al volo e gli ho detto che li avremmo preparati insieme. Per questa ricetta ho preso l'ispirazione da Stregavera, ed ho poi personalizzato sia gli ingredienti che il procedimento. Quando abbiamo sfornato le nostre brioches in casa c'era un profumo indescrivibile: Alessio era molto orgoglioso di avere contribuito a preparare i flauti che tanto desiderava, ed io sono riuscita a soddisfare, per una volta, una sua richiesta tutto sommato plausibile, con l'unica differenza che le nostre brioches sono altrettanto gustose ma decisamente più salutari di quelle della pubblicità! 


Ingredienti (per 14 flauti)

Per la pasta brioche
-250 gr farina 0 
-250 gr farina 00
-120 gr latte
-150 gr lievito madre rinfrescato
-1 vasetto yogurt bianco
-65 gr burro
-150 gr zucchero di canna
-1 uovo
-1 pizzico di sale

Per farcire
-nutella o altra crema a piacere

Per guarnire
- latte qb
-zucchero di canna qb

Nella planetaria ho sciolto il lievito nel latte e zucchero a velocità media fino a creare una pastella schiumosa. Ho poi aggiunto le farine, lo yogurt, e l'uovo ed ho impastato per qualche minuto a velocità 1. Ho poi iniziato ad incorporare lentamente il burro, avendo l'accortezza di non aggiungere il successivo fino al completo assorbimento del precedente. Ho infine aggiunto il sale è lasciato impastare fino a completa incordatura, quando cioè l'impasto si è completamente arrotolato sul gancio staccandosi dalle pareti della ciotola. Ho poi trasferito il tutto sulla spianatoia leggermente infarinata ed ho impastato per qualche minuto a mano fino ad ottenere una palla compatta, che ho riposto in una ciotola e lasciato lievitare fino al raddoppio. L'impasto può essere lavorato interamente a mano, seguendo lo stesso ordine di inserimento degli ingredienti: sarà pronto quando si staccherà facilmente dal piano di lavoro senza l'aggiunta di farina. Le tempistiche di lievitazione come sempre dipendono dalla temperatura: a temperatura ambiente ci vogliono dalle 6 alle 8 ore, se volete accelerare potete inserire la ciotola in forno spento con la lucina accesa ed i tempi si dimezzeranno. Non avendo tempo di formare i flauti nell'arco della giornata, una volta raddoppiato ho riposto l'impasto in frigorifero fino al mattino seguente, ma è assolutamente facoltativo a seconda delle esigenze. Il giorno successivo ho tolto l'impasto dal frigo e l'ho fatto ambientare per un paio d'ore. Ho steso la pasta in un rettangolo di circa 5 mm di spessore, ed ho sezionato il tutto in rettangoli più piccoli di circa 10 x 15 cm. Con queste dimensioni si ottengono 14 flauti grandi, a piacere è possibile ridurre le dimensioni aumentando il numero di pezzi. Ad un'estremità dei rettangoli, nel lato più corto, ho tagliato delle striscioline di circa 1 cm e lunghe 4-5 come a formare un pettine, all'estremità opposta ho invece inserito la farcitura. Ho iniziato da quest'ultima parte ad arrotolare il rettangolo su se stesso: in tal modo le striscioline si posizionano automaticamente sulla parte superiore della brioche. Prestate attenzione all'inizio a chiudere bene i bordi per evitare in cottura la fuoriuscita della farcitura. Una volta formati ho posizionato i flauti su una teglia rivestita di carta forno e li ho lasciati nuovamente lievitare fino al raddoppio. Li ho pennellati con il latte e spolverizzati con dello zucchero di canna. Ho infine cotto in forno statico preriscaldato a 175 gradi per 25-30 minuti fino a doratura. Una volta intiepiditi li ho congelati, conservandone solo alcuni per il consumo immediato. Quando servirà li lascerò scongelare e li passerò qualche minuto in forno prima di servirli: saranno come appena sfornati! Buona cucina a tutti

Stagione:


Difficoltà:


Tempi di esecuzione:
con soggiorno in frigorifero
inizio ore 10
fine ore 17 del giorno successivo

senza soggiorno in frigorifero
inizio ore 10
fine ore 21





lunedì 15 settembre 2014

Focaccia genovese con lievito madre

A distanza di quasi due mesi dalla nascita della mia piccola Gioia sto lentamente riprendendo i ritmi e le abitudini di un tempo, ed uno dei segni che il periodo più duro è ormai alle spalle è che mi è tornata la voglia di sperimentare in cucina. Ovviamente la priorità dei tempi è dettata dalla nostra principessa, e così per iniziare ho optato per una ricetta a lunga lievitazione e cottura in forno, che permette grande flessibilità nei tempi.


Ingredienti: 
-500 gr farina 0 o Manitoba 
-100 gr lievito madre rinfrescato
-125 gr acqua 
-125 gr latte 
-1 cucchiaino di zucchero o miele 
-50 gr olio e.v.o. 
-10 gr sale (1 cucchiaio raso)


Per guarnire:
-rosmarino fresco 
-sale grosso a piacere 
-emulsione di olio evo ed acqua


Ho spezzettato il lievito madre nella planetaria, ho aggiunto l'acqua, il latte e lo zucchero ed ho impastato per qualche minuto a velocità media fino ad ottenere un impasto schiumoso. Ho aggiunto la farina, l'olio e, da ultimo, il sale. Ho avviato l'impastatrice con il gancio a velocità medio bassa (1-2) per circa 10-15 minuti, fino a quando l'impasto non ha incordato staccandosi completamente dai bordi della ciotola. Ho rovesciato l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata ed ho lavorato a mano per qualche minuto formando una palla compatta. Non è un impasto particolarmente complicato, potete impastarlo con facilità anche a mano seguendo lo stesso ordine di inserimento degli ingredienti. Una volta formato ho trasferito l'impasto in una ciotola coperta con pellicola ed ho lasciato lievitare in luogo caldo fino al raddoppio (4-5 ore). Una volta lievitato ho pennellato la teglia con olio evo, vi ho rovesciato l'impasto, l'ho steso con le mani ad uno spessore di circa 1 cm e l'ho lasciato lievitare per circa un'ora. Con i polpastrelli ho creato le tipiche fossette, ho aggiunto l'emulsione di acqua ed olio, il rosmarino fresco tritato ed il sale grosso. Per renderla più ricca potete ricoprire la focaccia con altri ingredienti a piacere: cipolle soffritte, pomodorini, olive, o tutto ciò che la fantasia ed il gusto personale vi suggeriscono. Ho lasciato lievitare un'altra ora, ed ho infine cotto per 15 minuti circa a 200° preriscaldato nel ripiano basso. Ho lasciato la focaccia nel forno con lo sportello aperto e l'ho servita ancora tiepida. È molto buona gustata da sola, ma ottima farcita con affettati e formaggi a piacere, e, nella sua semplicità, è un piatto che accontenta grandi e piccini! Buona cucina a tutti

Stagione:


Difficoltà:




Tempo di esecuzione:
inizio ore 13
fine ore 20

mercoledì 28 maggio 2014

Strangolapreti con ricotta e spinaci

Gli strangolapreti sono un piatto povero della tradizione trentina, degli gnocchi di pane raffermo arricchiti dall'utilizzo di erbe verdi: spinaci, biete, od ancora erbe selvatiche. La prima volta che ho provato a cucinarli ho seguito la ricetta originale che avevo trovato in un libro di cucina tipica, e devo dire che il risultato rispecchiava in pieno il nome di questo piatto: nonostante l'impasto fosse molto morbido, in cottura gli strangolapreti si erano parecchio induriti, e non mi avevano per niente soddisfatto. E così ho chiesto consiglio alla mamma, e, come per magia, ho ottenuto degli gnocchi che si sciolgono in bocca senza sfaldarsi, con un sapore molto delicato. Il segreto? L'utilizzo dell'uovo intero al posto del solo tuorlo, del pangrattato al posto della farina e l'aggiunta di ricotta nell'impasto: ed ecco un'altra ricetta perfetta della nonna Teresa!

                                    

INGREDIENTI per 4-5 persone

Per gli gnocchi:
- 450 gr spinaci
- 100 gr pane raffermo
- 125 gr ricotta
- 1 tazza di latte
- 1 uovo
- 2/3 cucchiai di pangrattato
- sale q.b.

Per condire:
- burro q.b.
- 1-2 foglie di salvia
- parmigiano a piacere

In una pentola capiente ho lessato gli spinaci in acqua bollente salata per 5-6 minuti. Li ho poi scolati in un colapasta, li ho lasciati completamente raffreddare ed infine strizzati per eliminare tutta l'acqua assorbita. Questa operazione è molto importante, perchè se eseguita correttamente permette di ridurre al minimo la successiva aggiunta di pangrattato, preservando la morbidezza del risultato finale. Nel frattempo ho tagliato il pane raffermo a cubetti e vi ho versato sopra il latte caldo, mescolando con cura fino al suo completo assorbimento. E' preferibile che il pane sia vecchio di due-tre giorni al massimo, e consiglio di scaldare bene il latte prima di versarlo: con questi accorgimenti otterrete in pochi istanti un impasto omogeneo a cui andranno aggiunti gli altri ingredienti. Una volta freddi, ho sminuzzato con il coltello gli spinaci e li ho incorporati all'impasto di pane: se preferite avere un composto più liscio potete tritarli con il frullatore, personalmente ho provato entrambi i metodi, e credo che con il coltello si ottenga una consistenza più particolare e venga esaltato il delicato sapore degli spinaci. Ho poi aggiunto l'uovo e la ricotta e mescolato il tutto con un mestolo fino ad ottenere un bell'impasto morbido ed amalgamato. Se volete rendere l'impasto più ricco potete, a piacere, aggiungere anche qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato. Ho regolato di sale ed ho iniziato ad incorporare il pangrattato poco per volta: questa operazione va fatta con cautela, perché troppo pane può compromettere la morbidezza degli gnocchi. Se vi sembra di averne aggiunto poco vi consiglio di provare a cuocerne uno per vedere come si comporta: se si disfa nell'acqua vuol dire che va aggiunto ancora del pane, se invece viene a galla l'impasto ha raggiunto la giusta consistenza. Le prime volte questa prova sarà indispensabile, ma con l'esperienza riuscirete a sentire al tatto se il composto è troppo morbido, e vi regolerete di conseguenza. Ho portato ad ebollizione una pentola con acqua salata, ed, aiutandomi con due cucchiaini, ho formato ad uno ad uno gli gnocchi, immergendoli direttamente nell'acqua. La cottura è abbastanza rapida, appena vengono a galla gli strangolapreti sono pronti: li ho scolati con un mestolo forato e spostati in una padella antiaderente in cui avevo fatto sciogliere poco burro. Ho aggiunto qualche cucchiaio di acqua di cottura e lasciato sul fuoco al minimo. Nel frattempo in un pentolino ho fatto sciogliere il burro con la salvia fino a farlo imbiondire (attenzione che il limite fra dorato e bruciato è molto sottile!), e, al momento di servire, ho grattugiato un letto di parmigiano, ho sistemato gli gnocchi, li ho conditi con il burro fuso bollente, e ricoperti con un altra spolverata di parmigiano. Oltre ad essere buonissimi, sono un ottimo espediente per far mangiare ai vostri bimbi le verdure verdi, che solitamente non sono molto amate dai più piccoli...Da cotti si conservano per 2-3 giorni in frigorifero, o, per periodi più lunghi possono essere anche congelati: al momento dell'utilizzo basterà immergerli per pochi minuti in acqua bollente e saranno già pronti per essere conditi a piacere e gustati! Buona cucina a tutti

Stagione:

Difficoltà:

Tempo di esecuzione:
45 min.



martedì 13 maggio 2014

Torta sbriciolata ricotta, cioccolato e amaretti

L'inverno scorso, durante una delle nostre bellissime gite sulla neve, abbiamo assaggiato questa golosissima torta, e mio marito, che non è particolarmente amante dei dolci, ne aveva apprezzato sia il gusto che la particolare consistenza. La torta sbriciolata è infatti una specie di crostata ripiena ricoperta di grosse briciole croccanti di pasta frolla, che contrastano con un morbido ripieno, creando all'assaggio un perfetto equilibrio. In rete se ne trovano davvero innumerevoli versioni, da cui ho preso spunto per preparare la mia, che è arricchita sia nella frolla che nel ripieno dall'inconfondibile sapore degli amaretti.


INGREDIENTI:

Per la frolla:
- 300 gr farina 00
- 140 gr burro morbido
- 100 gr zucchero
- 100 gr amaretti
- 1 uovo
- 1 pizzico di sale

Per la crema:
- 250 gr di ricotta fresca
- 200 ml panna vegetale da montare
- 75 gr zucchero
- 10 amaretti
- 100 gr cioccolato fondente

Per prima cosa ho tagliato il cioccolato a cubetti di circa 1x1 cm e li ho messi a raffreddare in freezer fino al momento dell'utilizzo: questa operazione fa sì che il cioccolato si disperda meno nell'impasto, mantenendo un po' più di consistenza. Ho poi tritato gli amaretti con il Bimby 10 sec. vel. 7-8 fino ad ottenere una farina di grana abbastanza sottile; se non avete il Bimby potete utilizzare un normale frullatore ottenendo il medesimo risultato. In una ciotola ho versato la farina di amaretti e tutti gli altri ingredienti ed ho iniziato ad impastare a mano fino ad ottenere non una palla omogenea di impasto, ma tante briciole medio-grandi. Utilizzando le fruste elettriche ho montato per circa 5 minuti la panna fino a raggiungere una consistenza compatta e l'ho messa da parte. In un'altra ciotola ho mescolato la ricotta e lo zucchero, ed ho poi aggiunto gli amaretti sbriciolandoli grossolanamente con le mani. Ho successivamente inserito i cubetti di cioccolato e, da ultimo, incorporato la panna montata, con un movimento molto delicato per evitare di sgonfiare il composto. Ho foderato con carta forno una tortiera diam. 24 ed ho steso sul fondo circa 2/3 della pasta sbriciolata, fino a ricoprirlo completamente. Ho poi versato la crema e l'ho stesa molto delicatamente con l'aiuto di una spatola, per evitare di spostare le briciole sul fondo. Ho infine ricoperto il tutto con il restante 1/3 di impasto di briciole, in modo da creare una superficie il più possibile omogenea. Ho infornato a 175 gradi preriscaldato statico per circa 35-40 minuti, fino alla doratura della superficie. Ho poi spento il forno, ricoperto la teglia con un foglio di carta forno, ed ho lasciato la torta all'interno del forno con lo sportello leggermente aperto ancora per una decina di minuti. Ho sfornato e lasciato raffreddare completamente prima di estrarre la torta dalla stampo. Non è certo un dolce dietetico, ma l'abbinamento di sapori è una vera golosità e una volta ogni tanto vale davvero la pena concedersene una fetta! Buona cucina a tutti

mercoledì 7 maggio 2014

Sofficini fatti in casa

Quando ero piccola erano uno dei miei piatti preferiti, e la mia mamma me li preparava spesso: se era di fretta li acquistava, quando aveva più tempo li preparava lei: in entrambi i casi erano buonissimi! Non li ho mangiati per parecchi anni, ma di tanto in tanto la voglia riappariva e mi ripromettevo che un giorno, anche se non sono amante dei cibi pronti, li avrei comprati giusto per togliermi lo sfizio. L'idea di prepararli a casa non mi aveva nemmeno sfiorato, finché non ho iniziato a leggere, sempre con maggior frequenza, ricette che spiegavano come ottenere anche a casa dei buonissimi ( e certamente più salutari ) sofficini. Per la pasta base ho seguito il procedimento che ho trovato da La cuoca felice, ma per il ripieno ho optato per la più semplice e tradizionale combinazione di prosciutto e formaggio. Il risultato è stato tanto soddisfacente quanto inatteso, e molto apprezzato sia dal nostro piccolo Alessio, che, cosa meno scontata, da mio marito, giudice ben più esigente! 


INGREDIENTI per 10 sofficini diam. 10 cm
- 200 ml di latte
- 100 gr di farina 00
- 30 gr di burro
- 1 cucchiaino di sale
- 2 uova
- 100 gr di pangrattato

Per il ripieno:
- 200 gr di prosciutto cotto 
- 70 gr formaggio tenero a dadini o mozzarella 

Per friggere:
- olio di semi di arachide q.b.

In una pentola abbastanza capiente ho portato a bollore a fuoco medio il latte con il burro ed il sale. Una volta raggiunto il punto di ebollizione ho abbassato la fiamma ed ho aggiunto la farina, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Ho proseguito la cottura per un paio di minuti, fino a quando l'impasto non ha iniziato a staccarsi dalle pareti della pentola. Ho lasciato intiepidire per qualche minuto ed ho poi formato una palla che ho ricoperto con pellicola trasparente e riposto in frigo a rassodare per circa 30 minuti. Se avete fretta potete mettere l'impasto in freezer: i tempi di raffreddamento si dimezzano, ottenendo comunque lo stesso risultato. Nel frattempo ho tagliato a dadini il formaggio: se preferite la mozzarella ricordate di eseguire questa operazione prima di tutte le altre, facendola scolare in un recipiente forato, per evitare la fuoriuscita di acqua in fase di cottura, che andrebbe a compromettere la croccantezza del fritto. Una volta trascorso il tempo previsto ho steso l'impasto su una spianatoia infarinata allo spessore di 3 mm circa, ed ho ricavato con queste dosi 10 dischi da circa 10 cm di diametro (potete servirvi di un coppapasta a misura o, in alternativa, di una tazza con il bordo leggermente infarinato). Ho poi farcito i dischi con piccole fettine di prosciutto e qualche dadino di formaggio ed ho ripiegato la pasta a metà formando delle mezzelune. Anche se vi sembrerà poca, cercate di non esagerare con la farcitura: ciò potrebbe comportare un'errata chiusura dell'impasto ed una conseguente perdita del ripieno in fase di cottura. Il disco va richiuso delicatamente, dapprima facendo fuoriuscire l'aria nella zona del ripieno, e poi esercitando una decisa pressione con le dita sui bordi, sigillandoli completamente. 
In un piatto fondo ho sbattuto le uova con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo e schiumoso; in un piatto piano ho invece versato il pangrattato ed ho iniziato la fase della panatura, passando i sofficini prima nell'uovo e successivamente nel pane, e cercando di dare una copertura il più possibile asciutta ed uniforme. In una padella antiaderente ho versato circa un dito di olio di semi di arachide, l'ho portato a temperatura a fuoco medio; se avete un termometro da cucina la temperatura ideale è 160 gradi, ma potete verificarlo anche empiricamente: se mettendo nell'olio qualche briciola di pangrattato questo comincia a fare delle bollicine tutt'attorno, l'olio è pronto. Una volta raggiunta la temperatura ho fritto i sofficini, li ho scolati con un mestolo forato e passati sulla carta assorbente prima di servirli, ancora caldi e croccanti, in tavola. Se sapete già che non li consumerete tutti in una volta, a seconda delle vostre esigenze, una volta panati potete conservarli in frigorifero per un paio di giorni al massimo, o, per periodi più lunghi, congelarli, e friggerli al momento dell'effettivo consumo. Buona cucina a tutti!

mercoledì 2 aprile 2014

Torta cappello decorata con mmf

Per il compleanno della nostra cara amica Anna avevo deciso di preparare una torta che rappresentasse la classe e l'eleganza che le sono proprie e che la rendono, insieme a tante altre qualità, una persona davvero speciale! L'idea iniziale era quella di preparare una torta con rose, collana di perle, e drappeggio effetto stoffa: ma quando è arrivata l'ora di coprirla con la pasta, sulla base del vassoio si è creata naturalmente una bellissima ondulatura, che mi dispiaceva eliminare. E così ho sfruttato questo movimento casuale per creare una torta cappello, utilizzando le decorazioni che avevo preparato in precedenza, ma in modo differente, ed il risultato, seppur distante da ciò che avevo immaginato, non ha deluso le mie aspettative, e, cosa più importante, è stato particolarmente gradito dalla festeggiata!


Per la base cm 18-20
- 100 gr farina 00
- 40 gr fecola
- 140 gr zucchero
- 3 uova
- 85 ml latte
-15 ml caffè
- 50 ml olio
- 35 gr cacao amaro in polvere
- 2/3 bustina lievito
-1 pizzico di sale

Per la bagna 
- caffè zuccherato freddo q.b.

Per la farcia 
- 2 confezioni panna vegetale
- 3 cucchiaini caffè solubile
- 2 cucchiai di zucchero semolato

Mmf per le decorazioni ( qui trovate la ricetta per prepararlo in casa )
- 1 panetto mmf bianco per la copertura
- 1 panetto mmf bianco da colorare per le decorazioni
- coloranti alimentari in gel 

Strumenti per le decorazioni
- Rotella Tagliapasta (o taglierino)
- Coppa pasta tondi di varie dimensioni successive
- Strumento sferico per modellare petali ( o cucchiaino da cucina )
- Spugna da cucina ( o palmo della mano )
- Ago e filo di cotone 
- Filo di ferro sottile
- Vassoio di cartone diam. cm 28
- Carta forno, carta alluminio e quadratini biadesivi


LE DECORAZIONI
Ho iniziato alcuni giorni prima con la preparazione delle decorazioni, partendo dalla parte più impegnativa, le rose. Era la prima volta che mi cimentavo con la creazione di questo fiore, perciò ho sperimentato più metodi di esecuzione: ecco perché guardandole ad una ad una erano tutte leggermente differenti. Anche in natura i fiori non sono tutti uguali, ma dopo i vari esperimenti sono arrivata ad una buona tecnica di esecuzione che richiede un utilizzo minimo di strumenti. Ho prelevato una piccola pallina di pasta dal panetto ed ho cercato di darle una forma allungata, come fosse una pera: per avere idea delle dimensioni tenete conto che questa pera deve avere un'altezza di qualche millimetro inferiore rispetto al coppapasta più piccolo, in modo da essere completamente ricoperta dai primi due petali che andranno a formare il bocciolo. Ho poi steso la pasta ad uno spessore di 2 mm circa e, con l'utilizzo del coppapasta più piccolo ho ricavato due cerchi. Li ho posizionati sulla spugna e con l'apposito strumento ho ne ho assottigliato il bordo dando loro forma e consistenza simili a quelle di un petalo. Se non avete la spugna o lo strumentino, potete ottenere un risultato molto simile utilizzando la parte posteriore di un cucchiaino da cucina ed appoggiando la pasta nel palmo della vostra mano leggermente spolverizzato con zucchero a velo. Alla base creata in precedenza ho appoggiato un lato del primo petalo facendo una leggera pressione, e, prima di fissare anche il secondo lato, ho inserito all'interno il secondo petalo: se la dimensione della nostra pera è corretta, con due petali dovreste riuscire a chiudere il giro creando il bocciolo. Il procedimento è analogo per il secondo giro: essendo aumentato il diametro ci serviranno più petali per completarlo, ed il numero dipenderà da come infilerete i petali l'uno nell'altro. Ecco come ho realizzato le mie rose:

Rose piccole
2 petali piccoli per bocciolo
4 petali piccoli per primo giro
4 petali medi per terzo ed ultimo giro

Rose grandi
2 petali piccoli per bocciolo
3 petali piccoli per primo giro
3 petali medi per secondo giro 
4 petali medi per terzo giro
4 petali grandi per quarto ed ultimo giro

Ovviamente solo l'esperienza personale vi porterà a decidere qual è il numero ideale per realizzare le rose come volete voi, anche a seconda della dimensione desiderata. Per quanto riguarda l'ultimo giro di petali, una volta applicati va effettuata con due dita una leggera piegatura centrale sul bordo di ognuno per creare l'effetto aperto del petalo più grande. Una volta completate, ho appoggiato le rose su degli stampini per biscotti e le ho lasciate asciugare per 1 giorno all'aria, per poi riporle in una scatola di latta fino al momento dell'utilizzo. Ho poi proseguito con la creazione delle foglie: in commercio esistono tantissimi stampini ad espulsione di differenti misure per infinite varietà di foglie, ma, nell'ottica di ridurre al minimo gli strumenti aggiuntivi, ho preferito servirmi di ciò che avevo a disposizione. Ho steso la pasta ad uno spessore di 2 mm ed ho ritagliato dei cerchi con i coppapasta utilizzati per la realizzazione dei petali ( per le foglie grandi il coppapasta più grande, per le piccole il medio); ho poi sagomato la foglia aiutandomi con la rotella tagliapasta ( se non la avete potete utilizzare un taglierino od un coltello ben affilato ); infine ho impresso le venature appoggiando con una leggera pressione un piccolo fil di ferro sottile sulla superficie. Le ho poi messe ad asciugare per un giorno su una superficie tonda ( io ho usato il mattarello ), per dar loro la tipica forma concava, ed ho riposto anch'esse nella scatola di latta pronte per essere utilizzate. Ultima decorazione la collana di perle: con un centimetro da sarta ho misurato la circonferenza della tortiera che avrei successivamente utilizzato, ed ho tagliato un filo di cotone bianco lungo circa una volta e mezza. Staccando piccole parti di impasto dal panetto di mmf ho creato con le mani delle piccole sfere di circa 4 mm di diametro, che ho messo su un vassoio ad asciugare per un paio d'ore prima di procedere ad inserirle nel filo con un semplice ago da sarta, cercando di esercitare poca pressione per evitare di deformarle. Ho poi lasciato asciugare per una notte e riposto nella mia scatola di latta insieme a tutte le altre decorazioni.

IL VASSOIO
Prima di preparare la torta mi sono dedicata alla preparazione del vassoio, che ho volutamente scelto di circa 10 cm più grande della torta per poter posizionare le decorazioni e stendere agevolmente la pasta per dare l'effetto cappello. Ho appoggiato sul tavolo un foglio sufficientemente grande di carta alluminio, con la parte opaca verso l'alto. Aiutandomi con il vassoio ho sagomato un cerchio su un foglio di carta forno che ho poi ritagliato. Ho posizionato il disco di carta forno sulla carta alluminio ed, infine, ho posizionato il vassoio. Lungo il perimetro ho attaccato dei quadratini biadesivi ( se non li avete potete usare la colla ) e vi ho ripiegato sopra la carta alluminio, rifilando poi la carta in eccesso con un taglierino e capovolgendo infine il vassoio. 

LA TORTA E LA FARCITURA
Il giorno prima del compleanno ho preparato la base della mia torta: io ho utilizzato l'impastatrice, ma lo stesso risultato può essere ottenuto con dei frustini elettrici. Per prima cosa ho foderato la teglia con carta forno e l'ho messa a raffreddare in frigo: la bassa temperatura facilita la successiva operazione di sformatura della torta. Ho poi pesato gli ingredienti in varie ciotole, per avere tutto a portata di mano al momento dell'utilizzo. Ho iniziato montando le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso. Ho poi aggiunto a filo il latte, il caffè e l'olio. Infine ho aggiunto gli ingredienti asciutti, ossia farina, cacao e lievito, che avevo precedentemente setacciato con un colino per far incorporare loro più aria possibile. Dopo aver preriscaldato il forno a 150 gradi, ho versato l'impasto nella tortiera ed ho infornato per 20 minuti, dopodiché ho alzato la temperatura a 175 ed ho proseguito la cottura per altri 25 minuti circa. Come sempre prima di sfornare è indispensabile verificare la cottura infilzando uno stecchino nella torta: solo se estraendolo non presenta residui di impasto la cottura potrà definirsi completata. Ho sfornato la torta, ed, appena tiepida, l'ho estratta dallo stampo, l'ho capovolta e l'ho messa a raffreddare su una gratella. Nel frattempo ho preparato una bagna molto semplice, con del caffè freddo zuccherato, e la crema di farcitura, che ho utilizzato anche per la copertura di tutta la superficie. Nel Bimby ho frullato per qualche secondo a vel. Turbo 3 cucchiaini di caffè solubile e 2 cucchiai di zucchero semolato fino a polverizzare il tutto. Ho poi posizionato la farfalla, versato la panna vegetale e montato il tutto per 3 min. vel 3-4. Se non avete il Bimby triterete caffè e zucchero con il frullatore e li unirete successivamente e con delicatezza alla panna già montata con le fruste o l'impastatrice. Ho tagliato la base in tre strati, ho appoggiato il primo direttamente sul vassoio, l'ho bagnato con un pennello e l'ho farcito con un abbondante strato di crema. Ho bagnato il secondo strato da entrambi i lati, l'ho appoggiato sul primo e l'ho farcito. Ho bagnato il terzo strato solo nel lato che rimane all'interno e l'ho appoggiato sul secondo. Ho posizionato il vassoio su un piatto girevole per facilitare l'operazione e, con la restante crema,ho steso una sottile copertura in modo da ricoprire l'intera superficie della torta; ne ho spalmato un velo anche nella parte vuota del vassoio, per favorire anche in quella zona il fissaggio della copertura in mmf. Ho riposto la torta in frigo per la notte, per favorire l'amalgama dei sapori e l'assestamento delle consistenze.

LA COPERTURA E LA DECORAZIONE FINALE
La mattina successiva ho finalmente iniziato la copertura della torta con l'applicazione delle decorazioni. Sulla spianatoia ho versato un sottile strato di zucchero a velo ed ho iniziato a stendere il panetto bianco fino ad ottenere un diametro di circa 40 cm: serve una copertura così ampia perché la pasta deve ricoprire sia la superficie della torta ma anche la parte vuota del vassoio. Con l'apposita spatola ho lisciato tutta la torta, lasciando invece morbida la parte che andava a coprire il vassoio. Con una rotella tagliapasta ho sagomato i bordi ondulati lasciando la pasta 3-4 mm più esterna rispetto al vassoio, ed ho poi iniziato a sollevare delicatamente la pasta con le mani per creare il movimento alla falda del cappello. Ho poi applicato la collana di perle attorno alla circonferenza della torta ed infine ho posizionato il bouquet di rose e foglie, inumidendo la base delle decorazioni con un pennello leggermente bagnato d'acqua, per rendere più stabile il tutto.

Come per le ricette più elaborate ci ho messo quasi più a descrivere il procedimento che neanche a realizzarlo. Vedrete che è più semplice di quanto sembra, e , una volta finita, sarete davvero soddisfatti del risultato! Buona cucina a tutti

Stagione:






Difficoltà:




Tempo di esecuzione: 7 ore
- 3 ore per le decorazioni
- 3 ore per la torta e farcitura
- 1 ora per copertura ed applicazione decori






giovedì 13 marzo 2014

Pizza tonda con lievito madre

Non essendo molto amante delle pizze troppo alte e soffici, da tempo ero alla ricerca di una ricetta per la pizza fatta in casa più simile possibile a quella che si trova in pizzeria, con la pasta molto morbida e sottile ed i bordi più spessi e croccanti. Ovviamente la più grande differenza sta nella cottura, perché il forno a legna ad alte temperature che si trova in pizzeria non è paragonabile al forno elettrico che comunemente abbiamo in casa. Comunque con gli ingredienti ed il procedimento che ormai sto testando da qualche mese ( ho preso spunto da Un mare di ricette merende multietniche ) sono riuscita a raggiungere dopo vari tentativi davvero un ottimo risultato!



Ingredienti
Per 4 pizze diam. cm 26

- 325 gr farina Manitoba
- 115 gr semola grano duro
- 270 gr acqua
- 150 lievito madre solido rinfrescato
- 1 cucchiaio di zucchero
- 2 cucchiai olio evo 
-1 cucchiaio sale fino

Per la farcitura
- 2 mozzarelle
- passata di pomodoro q.b.
- tanta fantasia ;)

In una ciotola ho sciolto grossolanamente il lievito nell'acqua e zucchero, aggiungendovi l'olio e la farina ed ho iniziato ad impastare con l'aiuto di un cucchiaio. Ho infine rovesciato sulla spianatoia leggermente infarinata di semola, ho aggiunto il sale ed ho iniziato a lavorare l'impasto con le mani fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea. Ho riposto la pasta nella ciotola, ho coperto con pellicola trasparente ed ho messo a lievitare nel forno spento fino al raddoppio (4-5 ore circa). Per favorire lo spunto alla lievitazione consiglio di preriscaldare il forno a 30 gradi per qualche minuto, spegnere e poi riporre la ciotola, in modo che la temperatura dell'ambiente di lievitazione sia attorno ai 26 gradi. Una volta raddoppiato ho rovesciato nuovamente l'impasto sulla spianatoia ed ho formato i quattro panetti: con l'aiuto di un coltello ho tagliato la palla in quattro parti uguali, ed ho lavorato ognuna in modo da portare verso l'alto i tagli vivi, chiudendo l'impasto come fosse un sacchettino. Ho poi riposto i panetti così formati in un contenitore ermetico in frigorifero, fino al momento dell'utilizzo, avendo l'accortezza di rivolgere la chiusura dell'impasto verso il basso. Ho aggiunto questo passaggio perché avevo preparato con largo anticipo la pasta, ma se iniziate tutto il procedimento nel primo pomeriggio per avere pronta la pizza a cena potete tranquillamente saltare il soggiorno in frigorifero, che serve essenzialmente per rallentare la lievitazione ed evitare un probabile inacidimento della pasta. L'alternativa opposta è quella di riporre l'impasto direttamente in frigorifero per circa 24 ore: dovrete preparare l'impasto con un giorno di anticipo, ma se avete tempo ve lo consiglio, perché gli aromi rilasciati dalla lenta lievitazione in frigo conferiscono alla pizza un sapore unico! Un'ora prima della cottura ho tolto l'impasto dal frigo per favorirne un graduale ambientamento, ed ho iniziato la delicata fase della stesura. Ho versato in una comune teglia da forno un goccio d'olio, e con l'aiuto di un pennello in silicone l'ho distribuito uniformemente in modo da formare un cerchio di diametro circa 28 cm. Ho poi cosparso la superficie oleata con poca farina di semola ed ho posizionato al centro il primo panetto, sempre con la chiusura rivolta verso il basso. Con le mani leggermente unte d'olio ho iniziato a praticare una leggera pressione sull'impasto, iniziando, prima con i soli polpastrelli e poi con l'intero palmo della mano, ad allargare l'impasto fino a raggiungere il diametro desiderato. Personalmente amo la pizza molto sottile, e quindi ho cercato di stendere il più possibile ottenendo un diametro di 26 cm, ma se gradite potete lasciarla anche più spessa. L'obiettivo di questa tecnica di stesura è quello di spingere i gas della lievitazione verso l'esterno, in modo da assottigliare la parte centrale, lasciando invece il bordo più alto e gonfio. Se non avete quattro teglie a disposizione potete stendere l'impasto su un foglio di carta forno e spostarlo sulla teglia solo al momento di infornare: io ho provato entrambi i metodi ed il risultato finale è sostanzialmente uguale. Ho poi farcito le pizze con tutti gli ingredienti ad esclusione della mozzarella, che avevo precedentemente tagliato a cubetti e messo a scolare in un contenitore forato per eliminarne l'acqua. Come sempre la ricetta della pizza è molto versatile e potrete sbizzarrirvi a farcirla con ciò che più vi piace!

Ecco gli abbinamenti che ho provato finora:
- pomodoro, mozzarella, grana, origano
- pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto
- pomodoro, mozzarella, speck a crudo
- pomodoro, mozzarella, grana, melanzane grigliate
- pomodoro, mozzarella, patate saltate, rosmarino, salame sbriciolato

Se come me non avete il fornetto per la pizza, la parte più impegnativa della ricetta è la cottura...ho preriscaldato il forno alla massima potenza ed ho infornato la prima pizza nel ripiano più basso per 3 minuti funzione ventilato, ho poi aggiunto la mozzarella e spostato il tutto nel ripiano più alto, vicino alle resistenze, funzione ventilato + grill fino a doratura ( altri tre minuti circa ). La difficoltà sta soprattutto nel calcolo dei tempi, il consiglio che posso darvi è di prepararle con un leggero anticipo, e quando sono pronte tutte rimetterle nel forno spento: in tal modo verrà bloccata la cottura ma la temperatura ancora elevata riuscirà a mantenere la croccantezza della pasta. Se non avete necessità di preparare tutte e quattro le pizze potete congelare i panetti in eccesso, che vanno avvolti prima in uno strato di carta forno e poi in un successivo strato di carta alluminio. All'occorrenza vi basterà lasciarli scongelare per qualche ora in frigo e poi a temperatura ambiente ( sempre per evitare sbalzi eccessivi ): l'impasto risulterà elastico come appena lievitato, e preparare la vostra pizza preferita sarà ancora più veloce! Buona cucina a tutti 

Stagione:

Difficoltà:

Tempi di esecuzione:

Senza soggiorno in frigorifero:
- inizio preparazione ore 14
- fine preparazione ore 19.30

Con soggiorno breve in frigorifero:
 - inizio preparazione ore 10
- fine preparazione ore 19.30

Con soggiorno lungo in frigorifero:
- inizio preparazione ore 15
- fine preparazione ore 19.30 del giorno successivo










mercoledì 5 marzo 2014

Goulaschsuppe ( zuppa di goulasch )

Questo è il piatto che ho scelto per inaugurare la nuova sezione del blog, "Le ricette della nonna Teresa": in realtà si tratta di mia mamma, ma da quando è nato Alessio le è molto più frequente sentirsi chiamare così! Come già detto in tante occasioni mia mamma è una cuoca eccezionale, ma spesso le sue ricette non sono replicabili, perché tutto è fatto "ad occhio": un pizzico di questo, quanto basta di quell'altro, e con la sua grande esperienza e manualità riesce a cucinare delle vere prelibatezze. Così ho deciso di farmi raccontare come prepara i suoi piatti, e di trascrivere nel dettaglio ingredienti e modalità di esecuzione, per poter fruire di questo prezioso tesoro di conoscenza culinaria! Il goulasch è un piatto tipico della tradizione ungherese, e questa ricetta ne mantiene le caratteristiche originali: si tratta di una zuppa di carne e patate, aromatizzata con la paprika, una spezia a base di peperone essiccato, che conferisce una particolare colorazione arancio - rossa. Ben diverso è il goulasch che si trova più frequentemente dalle nostre parti, che rappresenta una versione asciutta del piatto, molto più simile allo spezzatino, servito solitamente come seconda portata ed accompagnato dalla polenta come contorno. 


Ingredienti per 6-8 persone
- 1 kg muscolo di manzo
- 5 patate
- 2 cipolle
- 2 spicchi d'aglio
- 1 peperone rosso
- 1,5 lt brodo vegetale o di carne
- 150 ml vino rosso (circa)
- paprika dolce
- paprika piccante
- erbe aromatiche a piacere (rosmarino, alloro, etc..)
- olio evo q.b.

La parte più laboriosa di questa ricetta consiste nella preparazione degli ingredienti: ci si deve armare di un buon coltello e di tanta pazienza, perchè cipolle, peperoni, carne e patate vanno tagliati a dadini piuttosto piccoli, rigorosamente a mano. Ho iniziato dalla cipolla: se non avete una buona manualità vi consiglio di eseguire questa operazione con il frullatore, poichè dimensioni differenti dei pezzi potrebbero pregiudicare una cottura uniforme, con parti di cipolla bruciacchiate e parti invece ancora crude! Con l'aiuto di un pelapatate ho tolto la buccia del peperone, l'ho tagliato a striscioline larghe circa 5 mm, che ho poi tagliato nel senso della lunghezza ottenendo dei piccoli quadratini. Ho tagliato le patate a fette di circa 6-7 mm di spessore, ne ho prima ricavato dei bastoncini e successivamente dei cubetti. Ho infine tagliato la carne a dadini di 1 cm di lato circa: è un lavoro piuttosto lungo, ma più piccoli saranno i pezzi migliore sarà il risultato finale. La fase di taglio dura circa un'ora, se volete accorciare i tempi l'unica alternativa è dimezzare le dosi: ma se volete un consiglio, visti i tempi piuttosto lunghi anche della cottura, vale la pena prepararne una buona quantità e piuttosto congelare la parte in eccesso. In una pentola dai bordi non troppo alti ho fatto soffriggere a fuoco medio l'olio, la cipolla, l'aglio, gli aromi e la carne per circa dieci minuti, finché quest'ultima non si è completamente asciugata. È possibile che in questa fase la carne rilasci parecchio liquido, che va eventualmente eliminato per accelerarne la rosolatura. Non appena la carne si è presentata asciutta e ben dorata ho tolto gli aromi e l'aglio, ho sfumato il tutto con del vino rosso ed ho lasciato cuocere per altri 7-8 minuti in modo da far evaporare completamente l'alcool; piccolo consiglio di risparmio: se vi avanza del vino da una bottiglia aperta, anziché tenerlo in frigo rischiando che inacidisca, potete congelarlo a cubetti ed utilizzarlo al momento del bisogno per insaporire i vostri piatti. Ho aggiunto le paprike ( dosi e combinazioni dipendono dai gusti, il consiglio è però di aggiungerle poco per volta per non incorrere, soprattutto per la piccante, in errori irreparabili...) ed i peperoni, ed ho lasciato ammorbidire il tutto per altri 5 minuti prima di aggiungere il brodo. Se fino a questa fase, che necessità di fiamma medio alta, avevo utilizzato il fornello a gas, per la fase di cottura lenta ho spostato il tutto sul focolare, che riesce ad amalgamare gli ingredienti con delicatezza, conferendo a simili pietanze un sapore più rustico. Ho coperto e lasciato cuocere il tutto per circa un'ora, dopodiché ho aggiunto le patate e lasciato cuocere ancora per un'altra mezz'ora. Ho regolato di sale ed ho lasciato la pentola sul fuoco spento fino alla sera: la zuppa va fatta riposare almeno due ore prima di essere servita, in modo che i sapori e le differenti consistenze si amalgamino il più possibile. Ecco perchè se la mangiate il giorno dopo sarà ancora più gustosa! Buona cucina a tutti

Stagione:


Difficoltà:


Tempo di esecuzione: 

1 ora di preparazione
2 ore di cottura
(+ 2 ore di riposo)




lunedì 10 febbraio 2014

Pollo in salsa agrodolce

Sono sempre stata affascinata dalla cucina etnica, ma ho anche sempre pensato che ogni paese ha le sue specialità, e tentare di riprodurle addirittura a casa mi sembrava davvero un azzardo...questo finché non mi sono imbattuta nella ricetta degli involtini primavera casalinghi, e, tentata dalla sfida, ho deciso di provare. Mio marito mi aveva proposto di andare a mangiare in uno dei nuovi ristoranti orientali che hanno aperto in città, ma tra una cosa e l'altra non riuscivamo mai a trovare il momento giusto. Così una delle scorse domeniche, visto che il tempo era brutto, gli ho proposto un pranzo cinese home made: involtini primavera e pollo in salsa agrodolce. Devo dire che gli involtini non sono riusciti al 100%, c'è ancora un buon margine di miglioramento, ma la ricetta del pollo che ho trovato da "Trattoria da Martina", è una vera delizia! 


INGREDIENTI per 4 persone

Per la salsa:
- 250 g di passata di pomodoro
- 7 cucchiai di zucchero di canna
- 7 cucchiai di aceto di vino bianco
 - 5 cucchiai di acqua
 - 1 cucchiaio di maizena
 - 3 cucchiai di salsa di soia

Per la pastella:
- 50 g di maizena
- 50 g di farina
- 125 gr di acqua
 - 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
 - 1/2 cucchiaino di sale

Per il pollo:
 - 1 petto di pollo da 400-500 gr.
 - 100 gr peperone
 - 100 gr ananas
 - olio di arachidi per friggere 
- sale qb

Per contorno:
- 150 gr riso basmati 
- 1 lt acqua
- sale qb

Ho iniziato preparando la salsa: in una padella antiaderente ho versato la passata, l'aceto, l'acqua e la salsa di soia, ho acceso la fiamma a fuoco medio, ho aggiunto lo zucchero ed, infine, ho setacciato la maizena con un colino mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Ho lasciato restringere per una decina di minuti, finché la salsa non ha raggiunto quella tipica consistenza gelatinosa. Ho spento il fuoco, ho lasciato raffreddare il tutto ed ho messo da parte. Ho poi proseguito con la parte più semplice, ma più laboriosa: ho tagliato a cubetti il pollo, ho pelato e tagliato a dadini il peperone, pulito e tagliato a dadini della stessa dimensione l'ananas. In una padella antiaderente ho scaldato qualche cucchiaio di olio di arachide e vi ho versato i peperoni e l'ananas, che ho saltato per breve tempo a fuoco vivace, lasciandoli poi ammorbidire a fiamma bassa per una decina di minuti. Ho poi preparato la pastella: ho versato in una ciotola tutti gli ingredienti secchi, aggiungendovi poco per volta l'acqua e, con l'aiuto di una frusta, ho mescolato energicamente fino ad ottenere un impasto omogeneo e colloso. Prima di iniziare a friggere mi sono dedicata alla cottura del riso, in modo da far coincidere i tempi con quelli della frittura, che va servita appena pronta. Quando servo il riso come contorno generalmente lo cuocio al vapore utilizzando il Bimby: se non lo avete potete usare la vaporiera o, in alternativa, cuocerlo per una ventina di minuti ( dipende dal tipo di riso ) in acqua bollente salata. Ho riempito il boccale d'acqua fino alla tacca I ed ho aggiunto un pizzico di sale grosso: ho inserito il riso nel cestello ed ho cotto 20 min. vel. 1 temp. Varoma. Ho versato il riso in una scodella, l'ho lasciato raffreddare per qualche minuto e l'ho sgranato delicatamente con l'aiuto di una forchetta. In una padella antiaderente ho versato abbondante olio d'arachidi e l'ho portato alla giusta temperatura: non è necessario un termometro, quando infilando un bastoncino di legno si formano tutt'attorno delle bollicine l'olio è pronto. Ho fritto i bocconcini di pollo pochi alla volta, per evitare di abbassare la temperatura dell'olio: in questo caso parte del grasso verrebbe assorbita dal pollo, rendendo la frittura meno croccante e, soprattutto, molto più pesante! Ho girato una sola volta i bocconcini per rendere la doratura omogenea da entrambi i lati, li ho scolati con un mestolo forato e li ho fatti asciugare su uno strato di carta assorbente da cucina. Una volta terminata questa operazione ho saltato il pollo per qualche minuto insieme ai peperoni e l'ananas, amalgamando il tutto con 3-4 cucchiai di salsa agrodolce. Ho servito il pollo ben caldo, accompagnandolo con il riso basmati e, in una ciotolina a parte, la salsa agrodolce rimasta. È davvero un piatto gustoso per gli amanti dei sapori esotici, ma se siete più tradizionalisti vi consiglio comunque di provare i bocconcini semplici di pollo fritti con questa pastella: sono davvero eccezionali!! Buona cucina a tutti

Stagione :






Difficoltà:




Tempi di esecuzione:
2h


martedì 4 febbraio 2014

Pizzette da buffet con lievito madre

Queste uggiose giornate di pioggia battente non sarebbero proprio la stagione ideale per un buffet o una scampagnata all'aperto, ma queste pizzette si prestano benissimo ad essere servite anche come stuzzichino ad un aperitivo o per accompagnare un antipasto. Tant'è che nei giorni scorsi la mia cara amica Anna mi ha chiesto la ricetta, e così ho colto l'occasione per pubblicarla e condividerla con tutti coloro che vorranno cimentarsi con questa preparazione tanto semplice quanto gustosa! Ho preso spunto dalla ricetta che ho trovato da Pazza per il dolce: rispetto all'originale ho sostituito lo strutto con il più comune burro nell'impasto, ho modificato tipo e tempistiche di lievitazione ed ho variato la procedura di stesura e taglio, per ottenere delle pizzette più regolari e meno gonfie. 




INGREDIENTI
(per 40 pizzette di 4-5 cm diametro)

Per l'impasto:
- 300 gr. farina Manitoba
- 75 gr. farina 00
- 125 gr. lievito madre solido rinfrescato
- 10 gr. sale ( 1 cucchiaio raso )
- 50 gr. burro
- 25 gr. zucchero
- 150 ml acqua

Per il condimento:
- 400 ml passata di pomodoro
- sale q.b.
- olio evo q.b.
- origano a piacere
- 2 mozzarelle

In una ciotola capiente ho sciolto il lievito madre nell'acqua e zucchero fino ad ottenere un composto senza grumi; ho poi aggiunto le farine ed ho iniziato ad impastare con le mani fino ad ottenere una palla compatta ed omogenea. Ho infine incorporato poco alla volta il burro ( morbido ma non sciolto ) fino al suo completo assorbimento e, da ultimo, ho aggiunto il sale impastando ancora qualche minuto per distribuirlo uniformemente. Ho riposto l'impasto in una ciotola coperta con pellicola trasparente e l'ho messa a lievitare in un luogo caldo ( forno preriscaldato a 35° e spento ) fino al raddoppio, circa 5-6- ore. Per comodità di tempi ho provato anche a preparare l'impasto la sera e riporlo a lievitare in frigo per la notte, togliendolo al mattino e lasciandolo ambientare un paio d'ore a temperatura ambiente: il risultato finale è lo stesso, se vi servono per mezzogiorno è più comodo quest'ultimo metodo, se invece volete prepararle per la sera sarà più adeguato il primo. Sulla spianatoia infarinata ho steso l'impasto in un rettangolo ad uno spessore 5 mm e, con l'aiuto di un coppapasta ( se non lo avete potete usare anche il bordo di un bicchiere infarinato ) ho ritagliato dei dischetti di diam. 4-5 cm. Con gli avanzi ho formato una nuova palla di impasto che ho nuovamente steso e ritagliato, ripetendo questa operazione fino al completo esaurimento della pasta. Ho messo le pizzette su due teglie ricoperte di carta forno pennellata d'olio evo ed ho riposto il tutto a lievitare per un'altra ora e mezzo circa. Nel frattempo ho tagliato a piccoli cubetti la mozzarella, l'ho messa a scolare in un contenitore forato per eliminare l'acqua in eccesso, ed ho preparato la salsa di pomodoro. Generalmente faccio soffriggere l'olio in una padella antiaderente, vi verso la passata e la faccio restringere leggermente per qualche minuto, regolo di sale, spengo ed aggiungo l'origano, ma per questa ricetta ho semplicemente unito tutti gli ingredienti a freddo: la cottura in forno è sufficiente per cuocere la modica quantità di pomodoro presente su ogni pizzetta. Mentre farcivo le pizzette ho preriscaldato il forno statico a 225°, e, una volta raggiunta la temperatura, ho infornato una teglia alla volta nel ripiano centrale per circa 15 minuti. La cottura dopo i primi 10 minuti va comunque tenuta sotto controllo, perchè superare il confine tra cotto e bruciato è una questione di secondi! Sono buonissime appena sfornate, se non vengono mangiate subito è meglio passarle in forno per qualche minuto per intiepidirle leggermente prima di servirle. Sembrano tante, ma vi assicuro che una tira l'altra, e finiranno in un batter d'occhio! Se la quantità vi sembra esagerata per l'occasione, potete dimezzare le dosi ottenendo così circa 20 pizzette; in alternativa è comunque possibile congelare parte delle pizzette appena raffreddate, e, al momento dell'utilizzo, lasciarle scongelare a temperatura ambiente e scaldarle in forno per qualche minuto: saranno buone come appena sfornate! Buona cucina a tutti

Stagione:







Difficoltà:





Tempo di esecuzione:
9 ore compresa lievitazione

Per preparare questa ricetta ti potrebbero essere utili:



lunedì 20 gennaio 2014

Torta di laurea decorata con mmf

Per la festa di laurea di mia cugina ho deciso di cimentarmi nuovamente con il cake design. Quanto più conosci la persona a cui la torta è dedicata tanto più sarà semplice definire il tema della decorazione. In questa caso è l'occasione stessa ad indicare la strada: la laurea ha simboli ed oggetti ricorrenti che ben si prestano a diventare delle perfette decorazioni. Nella mia precedente creazione avevo utilizzato come base una torta moretta, che ha una consistenza più compatta e riesce a sostenere anche il peso di più torte sovrapposte, ma che non mi aveva pienamente soddisfatto dal punto di vista gustativo. Non essendo in questo caso una torta a più piani, che ha bisogno di una base piuttosto corposa con funzione di sostegno della struttura, ho deciso di utilizzare la torta 7 vasetti al cioccolato, che risulta essere molto più morbida. Questa volta non avevo a disposizione lo yogurt bianco, e così ho optato per il doppio gusto vaniglia lampone, che crea un particolare contrasto tra il sapore dominante del cioccolato e quello più fresco ed aspro dei frutti rossi.


Ingredienti ( per tortiera diam. 26 cm)

Per la base
- 3 uova
- 1 vasetto di yogurt vaniglia e lampone
- 2 vasetti di zucchero 
- 1 vasetto di olio di semi 
- 1 vasetto e 1/2 di farina 00
- 1 vasetto fecola
- 1/2 vasetto di cacao amaro
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale

Per la bagna 
- 1/2 bicchiere acqua tiepida
- 1 cucchiaio di zucchero 
- qualche goccia di rum, o aroma rum

Per la farcitura
- 2 confezioni panna vegetale zuccherata
- 1 cucchiaio di zucchero a velo
- 1 bustina vanillina

Per copertura e decorazione
- 1 panetto di mmf come da ricetta base bianco
- 1 panetto di mmf come da ricetta base rosa
- coloranti alimentari in gel (nero, rosso)
- 200 ml panna vegetale zuccherata (1 confezione )
- zucchero a velo q.b. 

Alcune settimane prima dell'evento ho innanzitutto pianificato il tipo di effetto che volevo ottenere e definito nel dettaglio le decorazioni: solo in un secondo momento mi sono dedicata alla preparazione dei panetti di mmf necessari per realizzare ciò che avevo pensato. In questo caso non ho avuto bisogno dell'aggiunta di coloranti: il bianco è il colore base, mentre per il rosa confetto, colore dominante della torta, ho utilizzato la sola parte rosa dei marshmellows bicolori. Una volta pronta la pasta ho iniziato a preparare le decorazioni, partendo dal tocco di laurea. Per realizzarlo ho prelevato una parte di panetto bianco, l'ho lavorato qualche minuto per renderlo malleabile e vi ho aggiunto qualche goccia di colorante nero: ho continuato a lavorare finchè il colore non si è completamente uniformato, ed aiutandomi con il mattarello ho steso l'impasto ad uno spessore di circa 6 mm; con il coltello ho poi ritagliato un rettangolo di circa 12x5 cm ed ho unito le due estremità in modo da formare un cilindro. Ho steso la rimanente pasta ad uno spessore più sottile (2-3 mm), ed ho ritagliato un quadrato dal lato di 8 cm circa. Essendo in questa fase la pasta molto morbida ho tenuto separati i due pezzi, e li ho lasciati indurire per circa 10 giorni in una scatola di latta: l'unione dei due pezzi è avvenuta solo successivamente, nel momento in cui ho posizionato le decorazioni sulla torta. Mi sono poi dedicata alla realizzazione della pergamena: con una palla di impasto bianco ho steso un rettangolo di dimensione 12 x 6 cm circa, ho arrotolato su loro stesse le estremità ed ho sagomato con un coltello i lati lunghi per rendere il tutto un po'più morbido. Ho poi movimentato la pergamena con le mani cercando di creare delle piccole onde, sotto le quali ho posizionato della carta da cucina appallottolata, fino a quando l'impasto non si è indurito (sempre 10 giorni circa). Mentre la pasta era ancora morbida mi sono dedicata alla scritta: con uno stuzzicadenti ho fatto una traccia leggera in modo da andare poi sul sicuro con il colorante: non avevo il pennellino perciò ho utilizzato la punta dello stuzzicadenti immersa appena nel tubetto di colorante nero, lasciando poi asciugare qualche giorno fino al completo assorbimento del colore.

La sera prima della festa mi sono dedicata alla preparazione e farcitura della torta, per le quali vi rimando al mio precedente post. Durante la farcitura ho posizionato la torta sul vassoio definitivo, in modo che anche nelle successive operazioni non dovesse più essere movimentata: in questo caso ho optato per un piatto in plastica con i bordi in finto pizzo. Una volta farcita sono passata alla copertura base, un'operazione che va fatta con particolare attenzione perchè da ciò dipende la riuscita della copertura finale. Con un frustino elettrico ho montato la restante confezione di panna montata, ed, aiutandomi con una spatola, ho iniziato a stenderne un velo tanto sottile quanto uniforme, fino alla completa copertura della torta: la panna svolge un'importante funzione di collante per il successivo strato di mmf, per evitare che scivoli o si deformi e garantirne la perfetta aderenza. Alcuni preferiscono utilizzare la crema al burro, altri mettono uno strato di marmellata: finora ho sempre utilizzato la panna vegetale con ottimi risultati, e, come si dice, squadra che vince non si cambia! Per la stesura della panna vi consiglio di posizionare il vassoio su un piatto rotante, risulta molto più agevole si quest'operazione che anche quella successiva di stesura della pasta mmf. Una volta terminato ho messo il tutto in frigo fino al giorno successivo, per favorire l'assestamento della torta e l'aderenza alla stessa della panna.

La mattina seguente, prima dell'assemblaggio finale, mi sono dedicata alla preparazione dei dettagli delle decorazioni: il nastro di chiusura della pergamena ed il pendente del tocco. Ho prelevato un piccolo quantitativo dal panetto di mmf rosa, l'ho lavorato con le mani per renderlo malleabile e vi ho aggiunto un paio di gocce di colorante rosso, per ottenere una colorazione un po'più intensa. Ho iniziato dal pendente: ho preso una piccola pallina, l'ho schiacciata leggermente ed applicata sul tocco facendo una leggera pressione; poi ritagliato due strisce lunghe circa 6 cm e molto sottili che ho arrotondato e intrecciato tra loro per formare la corda, ho lavorato altre 6 - 7 striscioline più corte ed ancora più sottili per fare il bozzolo ed ho rifinito il tutto con una piccola chiusura fatta ad anello. Ho poi posizionato la corda sul tocco e l'ho appoggiata in modo che arrivasse solo a sfiorare la base della torta. Il nastro è molto semplice da realizzare: ho tagliato due strisce lunghe circa 6 cm e larghe 2 e le ho rifilate in fondo asportando un piccolo triangolo ( solo dal lato visibile ). Con un pennellino bagnato d'acqua ho inumidito leggermente la parte posteriore della pergamena ed ho incollato la base del nastro; una volta incollato dietro ho inumidito i punti sul davanti dove volevo posizionarlo e l'ho sistemato cercando di creare un effetto di movimento. Utilizzando infine la porzione di mmf bianco ho creato delle piccole palline da posizionare attorno alla torta, che hanno duplice effetto: sono un ulteriore abbellimento, ma soprattutto vanno a coprire il taglio vivo della copertura di mmf. Ultima ed importante fase, la copertura della torta con l'applicazione finale delle decorazioni. Ho spolverato il piano di lavoro con sufficiente zucchero a velo ed ho iniziato a stendere con il mattarello il panetto rosa fino a raggiungere uno spessore di 2 mm: alcuni lo fanno anche fino a 5 mm, ma personalmente trovo che un tale spessore sia difficile da tagliare e, soprattutto, non tanto piacevole da masticare, perchè comunque la consistenza del mmf è tendenzialmente gommosa. Il diametro della copertura dev'essere almeno 10-12 cm più grande del diametro della torta, perchè vanno ricoperti anche i bordi, e quindi va considerata anche l'altezza della torta stessa. Dopo un po'di pratica si riesce a vedere ad occhio quando la dimensione è corretta, ma se volete per sicurezza potete aiutarvi misurando l'intero ingombro (diametro torta + bordi) con un centimetro da sarta. Una volta terminata la stesura ho arrotolato parte della copertura sul mattarello ed ho posizionato delicatamente la copertura sulla torta, cercando il più possibile di centrarla. Poi, sempre molto lentamente, ho iniziato a massaggiare la superficie, prima con le mani e poi con l'apposita spatola lisciante, sistemando con delicatezza i bordi per evitare la formazione di pieghe. Ho infine rifilato i bordi con un coltello e ripassato un ultima volta con la spatola per far aderire bene il tutto. Anche questa operazione è molto più agevole se la torta viene appoggiata su un piano rotante: ce la si fa anche senza, ma sicuramente con ancora un po'di pazienza in più. Ho infine iniziato a posizionare le decorazioni: siccome la copertura era ancora molto morbida non è servito pennellarle d'acqua, è stato sufficiente appoggiarle e si sono immediatamente fissate. Ho infine decorato il bordo con le palline bianche; in questo caso, essendo posizionate in verticale, le ho incollate passandole prima tra le dita umide: in tal modo si sono fissate oltre che sulla torta anche una con l'altra, ed inoltre l'acqua ha conferito una luce molto brillante. Ho conservato la torta in un luogo fresco fino alla sera e finalmente è arrivato il tanto atteso momento della consegna. Le torte decorate sono impegnative ma sono davvero di grande effetto, e quando ti senti dire: " è proprio un peccato tagliarla", l'obiettivo può considerarsi pienamente raggiunto! Buona cucina a tutti 











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